24/12/2008
A Natale questo blog chiude.

Cari Amici,
Ho deciso di parlarvi direttamente in forma epistolare per farvi i miei migliori auguri per questo Natale e per il nuovo anno che sta per cominciare.
Ed è proprio in questa occasione ho finalmente preso la decisione di chiudere questo mio blog.
E' stata una decisione difficile da prendere, molto più di quanto possiate immaginare, perchè questo per me è stato molto più di un semplice blog, si è trattato, in effetti di una vera e propria ancora di salvezza, uno spiraglio di luce in uno dei momenti più buii della mia vita. In queste pagine ho versato tutto quello che traboccava dalla mia anima, davanti a questo schermo ho pianto, sofferto e sorriso...Ho passato centinaia di notti insonni lasciando le dita scorrere sulla tastiera e formare parole, parole del cuore. Sono state queste mie parole a farmi capire che il tempo di questo blog è ormai giunto al termine.
La persona che aveva iniziato a scrivere il primo post, quasi due anni fa, adesso non esiste più. Quell'era è finita, quella disperazione che tanto necessitava di una valvola di sfogo è svanita, proprio come era venuta, discretamente, in silenzio.
Quella ragazza che ero, divorata dai rimpianti, dai rimorsi, tormentata dal passato...quella ragazza che, era malata e che ora è finalmente guarita, fatica persino a riconoscere le sue stesse parole. Per questo motivo ho deciso di chiudere il blog e di non lasciare che si evolva assieme alla mia vita. Ho bisogno di chiudere un capitolo della mia vita e questo blog rappresenta, in realtà, la Chiara che non voglio più essere, che non sono, che spero di non essere mai di nuovo.
Le mie poesie, i miei pensieri, tutti i miei sfoghi amari, rabbiosi, disperati...resterà tutto qui....continuerà a galleggiare nelle immense profondità della rete...le lacrime, la paura, ma anche i sorrisi la gioia che mi ha regalato ogni vostro commento, non cancellerò nulla...lascerò tutto così com'è...voglio che questo resti perchè non lo sto rinnegando, tutt'altro...
Credo che il blog mi abbia salvato, che gli amici che ho trovato qui mi abbiano salvato...preparandomi a tornare nel mondo reale al di fuori della mia stanza, dandomi il coraggio di tornare a vivere e addirittura di innamorarmi...
Adesso mi capita spesso di pensare: "Sono Felice!".
Sono felice di quella felicità che non è mai scontata, consapevole, fatta di piccole cose a cui devi prestare attenzione per poterle godere a fondo...E' una felicità che per troppo tempo mi ero negata, convinta di non meritarla...posso essere stata sciocca forse, posso essermi fatta molto male da sola, ma posso anche dire di essere riuscita a "tirarmene fuori".
Chi mi ha letto fin dall'inizio sa che, spesso e volentieri, parlavo di me stessa come di un abisso, un abisso che avevo contemplato tanto a lungo da divenire io stessa parte di esso.
Ecco perchè l'espressione "tirarmene fuori", per quanto rozza rende esattamente l'idea. Sono uscita dal mio abisso e quasi non riesco a credere di aver perso tanto tempo ad annaspare nelle sue putride acque.
Ora guardo davanti a me e non vedo più il "nero cancello", vedo un sentiero, un cammino, un po' impervio, forse avventuroso, come è giusto che sia...Ma la mia strada ora è aperta ad ogni destinazione, ovunque essa sia, perchè l'orizzonte che ho di fronte è luminoso ed invitante, non più buio e spaventoso...La mia mano è stretta in quella della persona che amo e i nostri passi lasciano impronte decise e piene di speranza...di quella speranza che si allontana dal passato, per guardare al futuro con i cuori colmi di gioia e d'amore.
E così siamo giunti alla fine...queste saranno le ultime parole a venir scritte su queste pagine...E queste mie ultime parole...sono i miei auguri per voi....
Vi auguro che questo Natale e questo anno nuovo possano colmare il vostro cuore d'amore e di gioia almeno quanto lo è il mio...
Vi auguro di trovare il coraggio di smettere di soffrire...
Vi auguro nuovi occhi con cui guardare il futuro..
Vi auguro di trovare la consapevolezza di meritare la felicità...
Vi auguro la forza di uscire dal vostro abisso...
Vi auguro di saper reagire, di saper combattere e di poter vincere.
Vi auguro la pace e la serenità che solo un animo innamorato può provare.
Vi auguro tutto questo perchè, per quanto possa non sembrarlo, è concreto e io ne sono la prova...Io, tutto questo l'ho sperato tanto, l'ho cercato, l'ho voluto con tutte le mie forze ed, infine, l'ho ottenuto...e, adesso che ce l'ho, auguro a voi di poterlo trovare e allo stesso modo mi auguro di non perderlo.
E adesso...siamo davvero alla fine...un po' mi dispiace e dentro c'è già un po' di nostalgia...non mi piacciono i lunghi addii, perciò sarà meglio che chiuda...
(Io però non credo nella parola "mai", quindi non è detto che questo sia un vero e proprio addio.)
Buone feste a tutti, siate felici e amatevi...il segreto è questo.
Vi terrò nel mio cuore con infinito affetto...
Kiara.
22:13
Scritto da: sadrevenge
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14/12/2008
Io non ho paura
Erano anni oramai che non sentivo più pronunciare il tuo nome, né ho mai avuto alcuna notizia su di te, fino a ieri.
Mi dispiace, mi dispiace tanto, infinitamente, ma queste non sono scuse, non fraintendere.
Ho venduto la tua vita per salvare la mia o, per lo meno, per salvarne una parte.
Non l’avrei mai fatto. Credimi, Amico mio.
Non mi sarei mai macchiata di una colpa tanto infame, la mia stessa natura me l’avrebbe impedito, se solo…Se solo, pochi attimi prima che l’irreparabile accadesse, tu non mi avessi dimostrato, non mi avessi dato prova inoppugnabile, che avresti fatto la medesima cosa. Ti sei comportato come ho fatto io, in seguito, ma solo dopo aver capito che non meritavi la mia lealtà, non portata a quest’estremo, non a prezzo della libertà.
Sei stato persino peggiore di quanto non lo sia stata io, per questo non mi scuso, perciò non ho rimorsi.
Non ci hai pensato un solo attimo, nemmeno un’effimera frazione di secondo. Appena fiutato il pericolo, hai pensato che la cosa migliore fosse sacrificare la mia vita, anziché la tua. Mi hai incastrato spietatamente, o meglio, hai fatto tutto quello che era in tuo potere per riuscirci, senza che ti balenasse l’idea che potessi tradirti anch’io, che anch’io avessi il coraggio di ripagarti con la stessa moneta.
Malauguratamente, per te, io ce l’avevo quel coraggio, senza esserne cosciente lo nascondevo nel profondo, perché quando si tratta di sopravvivere, di difendersi, quel coraggio lo si trova, sgorga da una sorgente ignota con la violenza rabbiosa di un fiume in piena.
L’istinto di preservare la propria vita, la propria libertà è più forte d’ogni altra cosa su questo mondo. Mi ha reso in grado di dire e fare cose di cui, mai, mi sarei creduta capace. Cose di cui nessuno, soprattutto tu, mi credeva capace.
Sono sopravvissuta, contro ogni previsione, e c’è una sola cosa che devo fare ora: non dimenticarlo.
Otto anni fa, sono stata forte. Ho lottato contro tutti, e specialmente contro me stessa, per una parvenza di salvezza, di libertà e devi essere cosciente del fatto che sarei pronta a rifarlo in qualsiasi momento e con qualsiasi mezzo, proprio come è già accaduto. In particolar modo ora, che ho una felicità da difendere, un amore da proteggere.
Sono cambiata adesso, è vero, ma non così tanto da lasciarmi spaventare.
Non mi fai paura. Non ho avuto paura allora e non ne ho adesso.
Non credo che le nostre strade siano destinate ad incrociarsi nuovamente, ma se così fosse, Amico mio, voglio solo dirti che, ancora una volta, IO sono pronta.
(Kiara)
16:27
Scritto da: sadrevenge
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09/12/2008
Non me lo chiedo più
Un po’ me lo aspettavo…Era tanto tempo che non ti facevi più vivo…
Che gesto curioso inviarmi questa canzone, che per noi ha sempre avuto un significato particolare, o meglio lo aveva. Ora non c’è più nessun “noi”, da tanto, tantissimo tempo, e le parole di questa canzone potrebbero essere state mie, ma soltanto fino a qualche tempo fa…
Adesso è finita, finita davvero e ne ho la conferma perché, mentre sto scrivendo, sto sorridendo…Perché forse la Chiara che conoscevi tu, in parte, se ne è andata per sempre, si è persa nelle lacrime versate e nel sangue delle ferite, rimaste aperte per troppo tempo…
E adesso c’è una persona nuova qui, ad ascoltare questa canzone, una persona per cui queste, adesso, non sono nient’altro che parole, accompagnate da qualche sbiadito ricordo e da una melodia orecchiabile…
C’è una persona che non si chiede più “come questo può finire”.
Si, le cicatrici sono ancora ben visibili ma la pelle, in quei punti, è rosea e resistente. Pelle nuova. Appena nata. Un po’ come me.
Adesso ci sono tante cose nella mia vita e non ho più bisogno di vivere nel passato e di struggermi nei rimpianti per sentirmi viva.
C’è il cuore che pulsa, c’è speranza, c’è futuro…finalmente anch’io scruto l’orizzonte abbracciata alla persona che amo. Non chiedo niente di meglio.
(Kiara)
17:27
Scritto da: sadrevenge
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03/12/2008
Lettera ad un figlio. (R.Kipling)
e senza dire una parola ricominciare,
se puoi perdere i guadagni di cento partite
senza un gesto e senza un sospiro di rammarico,
se puoi essere un amante perfetto
senza che l'amore ti renda pazzo,
se puoi essere forte senza cessare di essere tenero
e sentendoti odiato non odiare, pure lottando e difendendoti.
Se tu sai meditare, osservare, conoscere,
senza essere uno scettico o un demolitore,
sognare senza che il sogno diventi il tuo padrone,
pensare senza essere soltanto un pensatore,
se puoi essere sempre coraggioso e mai imprudente,
se tu sai essere buono e saggio
senza diventare nè moralista, nè pedante.
Se puoi incontrare il Trionfo e la Disfatta
e ricevere i due mentitori con fronte eguale,
se puoi conservare il tuo coraggio e il tuo sangue freddo
quando tutti lo perdono.
Allora i Re, gli Dei, la Fortuna e la Vittoria
saranno per sempre tuoi sommessi schiavi
e, ciò che vale meglio dei Re e della Gloria,
Tu sarai un uomo.

Rudyard Kipling
23:03
Scritto da: sadrevenge
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27/11/2008
SCUSATE PER LA LUNGA ASSENZA.

MI SCUSO CON TUTTI PER LA LUNGA ASSENZA…HO CAMBIATO OPERATORE TELEFONICO E IL PASSAGGIO NON E’ STATO NE’ VELOCE, NE’ SEMPLICE, COME PROMESSO. D’ALTRA PARTE NON POSSO DIRE CHE NON ME LO ASPETTASSI.
MI SPIACE DI ESSERE STATA COSI ASSENTE IN QUEST'ULTIMO PERIODO, MA SONO TORNATA E QUESTO E’ QUELLO CHE IMPORTA, NO?!?
UN DOLCE SALUTO A TUTTI E….FELICISSIMA DI AVERVI RITROVATO QUI, E’ UN PO’ COME TORNARE A CASA.
BACI BACI.
Kiara
18:39
Scritto da: sadrevenge
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29/10/2008
OGNISSANTI

OGNISSANTI:
Al trotto nella mente pentiti pensieri
Corrono…corrono oscuri destrieri
nella notte s'alzano furiosi nitriti
..perduti..
Ragnatele di pece dipinte su volti scherniti
Maschere plastiche, maschere..mostri e vampiri.
Nulla è certo quando le streghe ballano in tondo
Si risveglia lo spirito inquieto e profondo
Donne che urlano la disperazione,
nani che in strada nell’alcool han consolazione.
Allucinanti trasposizioni di come la vita vorrebbe essere
ma sfolgoranti dimostrazioni di come mancano le tessere
Un mondo folle forse impazzito ma..
qualcuno conosce chi le regole ha stabilito?
Chi sa s’è giusto che questa sia la sola notte pazza
O se in realtà nell’errore è l’intera umana razza?
Zombie, vampiri, mostri, streghe, magiche creature
che sian le vostre origini fantastiche, reali o oscure…
Riunitevi e danzate perché è la notte di Ognissanti.
E dalla terra si leveranno dei morti i canti.

Kiara
17:37
Scritto da: sadrevenge
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28/10/2008
....
E così è successo, di nuovo…
La vita mi si di nuovo parata davanti, senza pietà, a sbarrarmi la strada.
Mi ha spinta a terra di nuovo, crudele, vendicativa, mi schiaccia la faccia nella polvere.
E mentre arranco sforzandomi di respirare con la terra nel naso, nella bocca, nei polmoni…le mani ferite e insanguinate, il cuore che batte troppo piano…Mentre tento di trovare l’ultima scintilla di energia per muovermi, per alzarmi, sento le forze abbandonarmi e mi chiedo se ne valga davvero la pena.
Mi chiedo perché ricominciare tutto di nuovo, a che scopo? Perché lasciarmi stritolare ancora dalla tagliola della sofferenza, del dolore, della solitudine….Io non credo di farcela. Tutto qui.
Questa è la verità. Non trovo la forza per reagire, non un’altra volta. Sento che sarebbe tanto più facile lasciarmi cullare da quel mare d’oblio che mi è tanto familiare. Sento già il canto delle sirene chiamarmi…è così difficile resistere e a questo punto, forse, è anche inutile. Già…inutile
18:45
Scritto da: sadrevenge
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27/10/2008
Sfogo
22:37
Scritto da: sadrevenge
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22/10/2008
Le due bambine
Due bambine gemelle con gli stessi colori e la stessa freschezza, ma dentro di sé ognuna portava una propria volontà, propri sogni in cui credere, da rafforzare e da raggiungere.
Ma mentre Pace, coi suoi occhi pieni di luce, cercava, crescendo, di apprendere il significato di parole come fratellanza e generosità, la piccola Guerra, con le cupe ombre che lasciava al suo passaggio, riusciva solo a creare ambigui malesseri intorno a sé... ma era solo una bambina!
Pace era amata perché, si diceva, al suo passaggio, lasciava un raggio di sole nei cuori di chi la guardava, e mentre parlava, coi suoi gesti pieni di grazia e di dolcezza, non si poteva non essere trasportati verso la sua anima così pura ed esserne invasi.
Guerra rimaneva in disparte, con i suoi oscuri pensieri, che nessuno riuscì a capire e modificare, a covare dentro di sé rabbia e rancori per la sua solitudine, e per quanto amasse sua sorella, non poteva fare a meno di pensare che se lei non ci fosse mai stata magari qualcuno si sarebbe accorto di lei, magari qualcuno avrebbe apprezzato quel poco di bello che aveva da offrire, ma Pace c'era, e non si poteva non amarla.
E così fece la sua promessa: "Crescerò odiando perché è l'unica cosa che so far bene e migliorerò il mio odio e lo espanderò, imparerò a distruggere, annienterò tutto ciò che somiglia a lei, a Pace, perché io come lei non potrò mai essere, cercherò solo la sofferenza negli occhi di chi guarderà nei miei".
Pace non sapeva cos'era il rancore e il disprezzo perché dentro di lei non ve n'era traccia alcuna, viveva libera da ogni repressione, amando sua sorella e cercando di insegnarle cos'era l'amore, ma Guerra era ormai troppo ferita e troppo oppressa da tanta rabbia per cambiare il corso della sua vita e del dolore che avrebbe causato.
Imparò così a diventare anche subdola, facendo ricorso all'inganno per ottenere la sua vendetta.
Un giorno prese la sua valigia la riempì di tutte quelle cose preziose che su di lei perdevano tutto il loro valore, e andò a salutare sua sorella, pianse quella giovane donna perché l'amava davvero, nell'unico modo che conosceva di amare, ma sapeva che con Pace accanto non ci sarebbe mai stato nulla per lei, le disse solo:
"Il destino mi ha voluta come tua sorella ma la vita mi vuole come tua eterna nemica" e se ne andò.
Pace provò per la prima volta il dolore di una perdita e soffrì così tanto che conobbe per prima la disperazione che sua sorella sapeva infondere e catapultare nel cuore di chiunque si trovasse sul suo cammino, ma il dolore riuscì in qualche modo a rafforzare il suo sorriso e la sua volontà di trovarlo in ognuno passasse accanto a lei.
Pace partì e seguì sua sorella, decise di proteggerla, di aiutarla a non dissipare altro odio, e di preservare chi l'avesse accolta inconsapevole dei suoi propositi di sola violenza .
"Ma lei non è cattiva, lei è stata solo ferita dalla nostra indifferenza" continuava a rimproverarsi Pace.
Il tempo passò e quello che Pace vide e trovò sulle tracce lasciate da Guerra fu solo la disperazione che lei stessa aveva conosciuto.
In rare occasioni Pace riusciva ad arrivare per prima, laddove captava che la sorella avrebbe inondato di morte, e riuscì a preservarne la vita, perché nonostante tutto Guerra la temeva e ne sentiva la nauseante presenza d'amore anche a enormi distanze.
Quanto tempo passò, anni, secoli, millenni, e di quelle due bambine che giocavano insieme mi piacerebbe dire che si sono incontrate di nuovo, e ritrovate e amate che si sono prese per mano e finalmente capite, e invece sono invecchiate amandosi sempre ma come Guerra aveva predetto per sempre nemiche e hanno chiuso gli occhi dalla vita lo stesso giorno, Pace con lo stesso identico amore negli occhi e Guerra con la sua eterna rabbia nel cuore.
Solo che nel tempo hanno formato dei grandi eserciti di seguaci, che si inseguono instancabilmente per imporre l'una la guerra, nome che è stato dato nel tempo alla vera distruzione, al raggiungimento del potere schiacciando chi non lo riconosce in onore di chi ne ha respirato le prime esalazioni, e per cercare la pace, nome che è stato donato alla ricerca per la libertà e per la vita, in virtù di chi, per tutta la sua vita non ha cercato altro.
A volte mi sembra, pensando a quelle due sorelle, che tutto questo non potrà mai avere fine...
Pace non cercherà mai di distruggere Guerra perché lei non sa uccidere, e Guerra non annienterà mai la vera Pace perché senza di lei non rimarrebbe più nulla da distruggere.
(Fiaba spagnola)
21:34
Scritto da: sadrevenge
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09/10/2008
Un po' di me

Devo ammettere che è stato un mese difficile, forse più di un mese, e ancora non è del tutto passato.
Si soffre. Si soffre in molti modi, con il corpo, con il cuore, con le lacrime inconfessate dell’anima.
Si soffre di cose di cui non si può parlare, ma del dolore, di quello sì, si può parlare, tuttavia non sarà sufficiente esternarlo per alleviarlo e, allora, perché parlarne?
Se fossi stata sola, stare a galla sarebbe stata dura, ma inaspettatamente c’è una persona che mi ama accanto a me, che non mi ha lasciato nonostante tutto, che sembra sopportare bene le mie manie, le mie insicurezze e non ultime tutte le cazzate che faccio. Anzi, credo, che la parola “sopportare” non sia quella giusta, lui non mi sopporta, mi ama, così come sono e, anche se sono passati già sei mesi, io fatico ancora a crederci. Invece lui c’è. Ben tiene duro, Ben non molla.
Già…Ben.
Lui è un bravo ragazzo di quelli che ne sono rimasti pochi. Non somiglia nemmeno lontanamente a quegli sbandati con cui ho condiviso la mia “vita spericolata” fino a qualche anno fa.
E’ uno strano rapporto quello che c’è tra noi. Non ci conosciamo ancora bene, o meglio, ogni giorno si scopre qualcosa di nuovo, a volte anche di inaspettato…
Ci sono molti fattori che potrebbero giocare a nostro sfavore. Io sono stata sola a lungo, covando odio, risentimento, rabbia e rimpianti…Mi è stato difficile uscire da quello “stato”, per aprirmi all’amore a cui mi ero disabituata, e qualche volta mi capita ancora di fare uno scivolone all’indietro.
La comunicazione. Ah…comunicare con chi si ama non è mai facile per nessuno, tanto peggio se si parlano due lingue diverse. Non è molto tempo da quando Ben è arrivato qui in Italia dal Camerun e, onestamente, il suo italiano non è molto buono, d’altra parte il mio inglese è anche peggiore.
Ebbene si…faccio parte di una di quelle coppie miste tanto chiacchierate. E vi confesso una cosa, non sempre è facile. Nonostante io avessi archiviato il razzismo come un problema ormai superato, e fardello esclusivo dei più ignoranti, mi sono dovuta amaramente ricredere.
Non che non me lo aspettassi, badate bene, solo che non me lo sarei mai aspettata da persone tanto vicine a me, al mio modo di vivere e di pensare…persone che ho scoperto essere solite nascondersi dietro una falsa mentalità evoluta e aperta, in realtà, ancora intrappolate “nella paura del diverso”, paura che porta, al disprezzo, all’odio…al razzismo, insomma, quello vero, quello talmente inconcepibile per me, che credevo non esistesse più.
Non sto scherzando e non sto parlando di frecciatine e battute di cui siamo bersaglio, il mio ragazzo ed io, quando camminiamo per strada.
I miei stessi familiari si sono rivelati per quello che erano, ma non ce l’ho con loro, rispetto la loro reazione per il semplice fatto che questo razzismo è addirittura inconsapevole, indotto, un concetto radicato talmente in profondità da scomparire apparentemente ma che, come uno spettro, va a sussurrare la paura all’orecchio.
Mio fratello è poco più giovane di me, non ha certo peli sulla lingua e il nostro rapporto è costruito in modo tale che si ci dice, (o ci si urla), proprio tutto. Stupendomi per l’arguzia di cui è solitamente avaro, ha citato un film, “Save the last dance”, se non sbaglio. Mi disse proprio così:
“ Tu e lui non starete mai bene. Lui è petrolio e tu sei latte…Non legano”.
E’ così che disse. Mi ricordavo di quel film e di quella scena in particolare, mi era piaciuto molto, ma non l’avevano trasmesso di recente, e ancora mi chiedo come mai mio fratello ricordasse proprio quelle parole e, come mai, avesse deciso di usare proprio quelle per esprimere il suo pensiero, quasi sapesse che mi avrebbe certamente colpito. E pensare che io nemmeno immaginavo lo avesse visto quel film…”stronzate da ragazzine” ecco come definisce quel genere di film.
Ad ogni modo, non è questo che volevo dire. Come al solito perdo il filo del discorso, parto da un concetto, poi mi perdo e finisco con il parlare di tutt’altro. Vi prego di scusarmi..è un pessimo vizio che mi ha causato non pochi problemi con i temi a scuola che, per quanto fossero apprezzati erano spesso e volentieri “fuori tema”.
E’ vero io sono “latte”( e, ironia della sorte, mi chiamo pure Chiara.)
Ben è “petrolio”.
D’accordo è la realtà. Ma quello che non ha considerato mio fratello, è che Ben non è solo “nero come il petrolio”, ma anche come il cioccolato fondente o il caffè, due cose che con il latte legano benissimo.
Ecco qui. Tutto si risolve con una tazza di cappuccino o di cioccolato.
Piccole ironie a parte, i problemi ci sono, le differenze culturali e non, sono palpabili… ve ne racconterò in futuro.
Ogni giorno può trasformarsi in un’avventura o in una piccola tragedia, almeno così non ci si annoia mai.
Si discute, ci si confronta, non ci si capisce e si litiga… Poi, però, vengono, di nuovo, i baci che profumano di serenità e quegli abbracci che lasciano fuori il mondo, per fare spazio solo a noi…In quei momenti tutto sembra superabile, ogni ostacolo, ogni problema, si fa man mano più piccolo, finché non diviene ridicolo.
Per ora posso concludere con una frase che ricorre spesso nei miei vecchi diari di scuola.
“Viviamo in mondi diversi ma tutti guardiamo verso un unico orizzonte.”
Ti amo angelo mio,
kiara
22:22
Scritto da: sadrevenge
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